<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scuola di prevenzione Josè Bléger, Rimini &#187; Ricerche &#8211; azioni</title>
	<atom:link href="https://bleger.org/category/pubblicazioni/ricerche-azioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://bleger.org</link>
	<description>Scuola di prevenzione, psicanalisi operativa e concezione operativa di gruppo.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jan 2026 14:44:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>Creare moltiplicare luoghi di respiro collettivo</title>
		<link>https://bleger.org/creare-moltiplicare-luoghi-di-respiro-collettivo/</link>
		<comments>https://bleger.org/creare-moltiplicare-luoghi-di-respiro-collettivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 08:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Sartini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche - azioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bleger.org/?p=582</guid>
		<description><![CDATA[Per l&#8217;Assemblea Internazionale del 25 ottobre:  CREARE MOLTIPLICARE LUOGHI DI RESPIRO COLLETTIVO La pandemia agisce come disvelamento: mettendoci in condizione di comprendere che da tempo viviamo entro la carcassa del capitalismo neoliberale, che non smette, per quanto defunto, di imporre &#8230; <a href="https://bleger.org/creare-moltiplicare-luoghi-di-respiro-collettivo/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align: center"><span style="font-size: medium">Per l&#8217;Assemblea Internazionale del 25 ottobre:</span></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: left"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"> <span style="color: #d8d517"><strong><span style="font-size: x-large">CREARE MOLTIPLICARE</span></strong></span></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"><span style="color: #d8d517"><strong><span style="font-size: x-large">LUOGHI DI RESPIRO COLLETTIVO</span></strong></span></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<div class="paragraph" style="text-align: center"></div>
<h3 class="paragraph" style="text-align: justify"><span style="font-size: medium"><a href="http://www.bleger.org/wp-content/uploads/Pandemia.jpg"><img class="aligncenter wp-image-583" src="http://www.bleger.org/wp-content/uploads/Pandemia-300x300.jpg" alt="Pandemia" width="270" height="270" /></a></span></h3>
<p style="text-align: justify">La pandemia agisce come disvelamento: mettendoci in condizione di comprendere che da tempo viviamo entro la carcassa del capitalismo neoliberale, che non smette, per quanto defunto, di imporre le sue regole: privatizzazione, competizione, primato del profitto sull’interesse sociale, devastazione dell’ambiente, iper-sfruttamento delle energie mentali, burnout.</p>
<p style="text-align: justify">Ma non basta comprendere che siamo in una trappola per uscirne. Uscire dalla trappola tecno-finanziaria richiede infatti una strategia politica e soprattutto una solidarietà sociale fondata su un processo di soggettivazione che al momento, nella tempesta pandemica, appare esitante e depresso. L’apocalisse pandemica ha reso evidente che la società non può sopravvivere senza liberarsi dalla regola neoliberale, ma ha indebolito, e forse paralizzato le energie psichiche necessarie per attivare un processo di soggettivazione solidale.</p>
<p style="text-align: justify">Entro questo contesto un gruppo di ricercatori che operano prevalentemente nel campo della psicoterapia mette all’ordine del giorno la necessità di creare e moltiplicare luoghi di riflessione psicoterapeutica comune, luoghi di respiro che si sottraggano al soffocamento sistemico, per cercare al tempo stesso la via per l’emancipazione dal dominio tecno-finanziario.</p>
<p style="text-align: justify">Il 25 ottobre in Cile si tiene il referendum che deve decidere se rimanere per sempre dentro la gabbia della costituzione fascista e ultra-liberale promulgata negli anni di Pinochet e di Kissinger, o se usare la forza costituente della lotta e del voto per uscirne, aprendo la strada a un modello sociale egualitario, e frugale, cioè fondato sull’utile collettivo e non sull’astrazione finanziaria e il consumismo indotto dalla pubblicità.</p>
<p><span id="more-582"></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify">Il Cile è il luogo in cui la dittatura liberista cominciò con un colpo di stato fascista e con un massacro. Il Cile può essere il luogo da cui inizia il processo di smantellamento della dittatura liberista. Ma il voto sarà solo la condizione formale cui deve seguire un processo di soggettivazione solidale e autonoma.<br />
Della lotta politica in corso in diversi paesi latino-americani, Bolivia, Colombia, Argentina, oltre al Cile, possiamo essere soltanto spettatori. Ma possiamo e dobbiamo essere attori dell’opera di ricomposizione della soggettività sociale che precarietà e accelerazione competizione hanno aggredito e infettato profondamente, e che ora, per effetto della pandemia, dell’isolamento, della paura, del distanziamento sembra sprofondare in una sorta di depressione di lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify">La pandemia agisce come un catalizzatore di processi catastrofici da lungo tempo in corso: la stagnazione economica, la precarietà dilagante del lavoro, la devastazione ambientale, il burnout da super-lavoro dell’attenzione, la depressione, il panico. Poiché questi processi precipitano tutti insieme, l’orizzonte che si intravvede oltre l’apocalisse pandemica, è quella dell’estinzione del genere umano, mentre la disgregazione della civiltà è ormai ad un punto piuttosto avanzato, e la guerra, la fame, la violenza razzista si diffondono.</p>
<p style="text-align: justify">Ma non è possibile ragionare proficuamente delle possibilità di sventare la prospettiva estrema dell’estinzione se la mente collettiva è invasa dai fantasmi della paura, dell’angoscia, se il corpo dell’altro è percepito come un pericolo e l’erotismo è bandito dalla vita sociale.<br />
Nuovi profili di sofferenza psichica vanno emergendo: l’erotismo entra in una zona oscura di sensibilizzazione fobica al corpo dell’altro, a causa del trauma del distanziamento e dell’invasione di flussi di perturbante entro lo spazio della vita quotidiana.<br />
Il nostro specifico compito e la nostra intenzione è cartografare il continente emergente dell’inconscio in oscillante ambigua mutazione, per creare moltiplicare luoghi di respiro e collettivi di enunciazione (auto)terapeutica.</p>
<p style="text-align: justify">E’ possibile vita felice nell’orizzonte dell’estinzione?<br />
Può parere una domanda paradossale, ma è invece cruciale, perché solo se riusciamo a rispondere sì a questa domanda, solo se riusciamo a creare spazi di respiro tranquillo e di relazione felice nel corso della tempesta epidemica e sociale, possiamo trovare la via di fuga da quello stesso orizzonte.<br />
Solo affrontando in modo collettivo la coscienza dell’impermanenza di ogni essere, del nostro esistere singolare e del genere umano come insieme bio-storico, possiamo dissipare il panico, e attivare le dinamiche della creatività e dell’invenzione.<br />
Per questo riteniamo che sia urgente la formazione e proliferazione di luoghi di respiro collettivo, di meditazione sull’impermanenza e di sperimentazione di nuove forme di vita sociale.</p>
<p style="text-align: justify">Per il gruppo di ricerca<br />
Franco Berardi</p>
<p style="text-align: justify">16 ottobre 2020</p>
<p style="text-align: justify">Per aderire, mandare una mail a Leonardo Montecchi: lmontecc@me.com</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Assemblea Internazionale è aperta a tutti e ci colleghiamo attraverso la piattaforma Zoom<br />
il 25 ottobre dalle 16 alle 19 ( ora di Roma)</p>
<p style="text-align: justify">Per collegarsi su Zoom:<br />
id 86989033390<br />
password 004481</p>
<p style="text-align: justify">A presto</p>
<p style="text-align: justify">
</div>
<p><!--more--></p>
<p><!--more--></p>
<p><!--more--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://bleger.org/creare-moltiplicare-luoghi-di-respiro-collettivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Punto medico avanzato nel Terremoto</title>
		<link>https://bleger.org/il-punto-medico-avanzato-nel-terremoto/</link>
		<comments>https://bleger.org/il-punto-medico-avanzato-nel-terremoto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Marvelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche - azioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://localhost/?p=21</guid>
		<description><![CDATA[Il Punto Medico Avanzato (Pma) in piazza d&#8217;Armi a L&#8217;Aquila ha una trentina di posti letto per i ricoveri urgenti. ha una sala di pronto soccorso ed una farmacia accanto. C&#8217;è luce al neon a differenza delle tende nel campo &#8230; <a href="https://bleger.org/il-punto-medico-avanzato-nel-terremoto/">Continua la lettura <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Punto Medico Avanzato (Pma) in piazza d&#8217;Armi a L&#8217;Aquila ha una trentina di posti letto per i ricoveri urgenti. ha una sala di pronto soccorso ed una farmacia accanto. C&#8217;è luce al neon a differenza delle tende nel campo ma nessun riscaldamento. il gelo della notte sarà la forma di questo ricordo. Ricorderò questo terremoto con un brivido di freddo. Sempre.</p>
<p>Ho appena concluso il turno di notte con alcuni miei colleghi del 118 di Pescara e tre infermieri teramani. Ora il PMA, passata la prima fase di emergenza, accoglie pazienti affetti da patologie che in genere non costituiscono un imminente pericolo di vita.</p>
<p>Nei giorni immediatamente successivi alla scossa del 6 aprile, nel PMA sono transitate persone affette soprattutto da traumatismi vari. Sono state ricoverate qui dove hanno ricevuto le prime cure, i più gravi sono stati trasferiti in ospedali della regione.</p>
<p>Questa notte si sono rivolti a noi soprattutto pazienti in preda al panico. La paura in questo campo è l&#8217;elemento comune a tutti: c&#8217;è chi trema di paura, chi piange di paura, chi ride di paura, chi si mostra indifferente per paura. E&#8217; sempre la paura ad agire i comportamenti. Ed anche i pensieri.</p>
<p><span id="more-21"></span></p>
<p>Le scosse non smettono mai: costituiscono lo sciame sismico che in genere segue una grossa scossa. Questa notte alle 3 in punto c&#8217;è stata una scossa 5.1. La paura, la solita paura, ha assunto la forma del panico; ho sentito urla, lamenti, anche tirate comiche tese a sdrammatizzare. Ma non saprei definire una manifestazione su tutte le altre. La paura ha anche questa caratteristica: la monotonia delle forme. Tutte le persone impaurite ti guardano negli occhi come per chiedere aiuto. Anche gli sbruffoni impauriti ti chiedono aiuto. Strafottenti ma in preda al panico, vorrebbero farti credere d&#8217;essere eroi ed invece non sono altro che &#8220;cagasotto&#8221;. La paura ci fa tutti &#8220;cagasotto&#8221;.</p>
<p>Credo che molto si dovrà fare nel prossimo futuro per arginare la paura dirompente. Le benzodiazepine non potranno costituire la soluzione al problema. Possono essere un tampone, un contenimento momentaneo ma dovremo inventarci altro visto che non basterà ricostruire le case. Ieri sera ho conosciuto dei medici clown che lavorano con la paura. Ci scherzano su, la accarezzano e la smontano. Ci provano. I bambini sembrano divertirsi. Anche gli adulti e gli anziani. Il teatro, la clownerie, possono essere in futuro delle possibili alternative alle benzodiazepine.</p>
<p>Ma c&#8217;è altro. Ci sono tossicodipendenti in trattamento che chiedono metadone. Ci sono anziani affetti da altzheimer che non sanno cosa stia succedendo intorno a loro. Ci sono bambini senza scuola. Bambini al freddo. Bambini senza giochi. Ci sono alcolisti cronici che non hanno un posto dove comprare il vino che li riscaldi e li addormenti di notte. Ci sono &#8220;barboni&#8221; che non hanno più i portici per dormire e non credono di riuscirci in una tenda buia e fredda. Ci sono schizofrenici che non sentono più voci e non hanno sigarette. Ci sono clandestini che cercano clandestini che non si trovano. Ci sono sciacalli. veri sciacalli, falsi sciacalli. c&#8217;è il battaglione San Marco che presidia i cumuli di macerie.</p>
<p>Ma soprattutto c&#8217;è il freddo di notte. che viene col buio. Forse è la paura che raggela l&#8217;aria, che chiama la notte e non il contrario. Quando si fa buio la gente entra nelle tende e arriva il silenzio. Nel PMA cala l&#8217;affluenza. Solo paure: gente che si sveglia di notte gridando e con il cuore al galoppo. e poi una vecchietta che vomita ed ha la pressione alta, una donna rumena con il mal di pancia, una bambina che aspetta una iniezione di antibiotico. E&#8217; notte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://bleger.org/il-punto-medico-avanzato-nel-terremoto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
